25 aprile 2017

Schmitt come un “vigliacco”, un “imboscato”, un “carrierista”? A proposito di un dibattito radiofonico su Radio Radicale nello scorso anno.

Registrazione audio: cliccare.
Nel compilare la mia Webgrafia italiana di Carl Schmitt, per la cui “novità” ho dovuto superare una lunga riluttanza, mi imbatto oggi in una registrazione di Radio Radicale del 15 marzo 2016, avente per oggetto: «Dibattito su Carl Schmitt in occasione della pubblicazione dei volumi "Imperium. Conversazioni con Klaus Figge e Dieter Groh 1971" (Ed. Quodlibet) e “Stato, grande spazio, nomos” (Ed. Adelphi)». Riassumo in premessa ciò che illustrerò e documenterò in dettaglio. Il Prof. Fulco Lanchester nel 1983 pubblicò il testo di una sua Intervista a Carl Schmitt, cosa di cui ha fatto sempre grande vanto e sulla quale Giorgio Agamben pubblicò un libro nel 2005. Quella Intervista non era autorizzata: a me era stato dato l'onere dal prof. Kaiser di rintracciare tempestivamente Lanchster e di comunicargli il contenuto della sua lettera, per impedire la pubblicazione del testo che poi avvenne su Quaderni costituzionale. Il Prof. Lanchster disattese l'ordine del prof. Kaiser da me a lui comunicato tempestivamente, secondo quanto mi era stato chiesto di fare. Da allora, adempiuto il mio compito, la mia ambasceria, non sono più intervenuto sulla questione. Ieri però ho preso conoscenza della registrazione radiofonica di Radio radicale dello scorso anno. Vi si dicono cose tali da parte del prof. Lanchester, lesive della dignità e della memoria di Carl Schmitt, da indurmi a pubblicare senza altro indugio le lettere da me ricevute nel 1983, in una stessa busta, da parte di Carl Schmitt e di Joseph H. Kaiser. Sperando di aver dato un primo orientamento di cosa trattasi a chi inizia a leggere, proseguo nel mio testo ricostruendo per l'occasione fatti e circostanze, che possono avere un loro interesse nella storia della cultura italiana e tedesca, dove ho avuto un piccolissimo ruolo. Cerco di curare al meglio la forma letteraria, apportando sempre nuove redazioni in una tecnica di scrittura che consente continue modifiche.

  Un tempo ero ascoltare abituale di radio radicale. Dissi una volta a Marco Pannella il motivo per il quale mi ero disaffezionato. Quindi, solo oggi vengo a conoscenza di un dibattito il cui contenuto mi spinge, mi costringe a prendere posizione, rendendo pubbliche alcune lettere del mio archivio privato, una di Carl Schmitt che mi dice sostanzialmente di mantenere i contatti con il prof. Joseph H. Kaiser per tutte le questioni di carattere editoriale o privato che lo riguardavano. A suo tempo, nel modo da me scelto di archiviare i miei documenti, separai le buste dalle lettere, ma credo che le due lettere - di Schmitt e di Kaiser - fossero contenute nella stessa busta, a me indirizzata da Kaiser. Conservo a parte le buste e quando le ritrovo le metterò nella stessa busta. La lettera di Schmitt a me indirizzata non ha data e il contenuto lascia intendere che è contestuale a quella di Kaiser, che è del del 30 maggio 1983 e che è non solo da me custodita ma è anche qui pubblicata insieme a quella di Carl Schmitt, a me indirizzata.

L’oggetto del dibattito era o doveva essere il volume, anzi i due volumi usciti l'uno presso Quodlibet, l'altro presso Adelphi, riguardanti Carl Schmitt. Si tratta in un caso della trascrizione dell'Intervista radiofonica integrale concessa nel 1971 da Carl Schmitt a Klauss Figge e Dieter Groh. La trascrizione delle quattro bobine è stata fatta da Frank Hetweck e Dimitrios Kisoudis, con la collaborazione di Gerd Giesler. Ma non si è trattato solo del già molto impegnativo lavoro di trascrizione, quanto soprattutto del ricco commento e apparato di note. Il tutto tradotto egregiamente in italiano da Corrado Badocco. Di loro nel dibattito non si fa nessun cenno, tutti presi a i dibattenti a parlar di se stessi e dei loro meriti. Tipico atteggiamento referenziale degli accademici, forse non solo italiani. Con Dimitrios Kisoudis, grazie a quella tecnica che Schmitt non disprezzava affatto, almeno per gli usi pratici che ne poteva fare (vedi qui, sotto  voce tecnica), ho potuto stabilire un contatto facebook e una continua interlocuzione per scambio di notizie e opinioni.
È lui ad avermi detto dell'aiuto che gli ha prestato Günter Maschke nella redazione delle ricchissime note. Il secondo volume del quale non si è parlato affatto in Radio radicale, pur essendo annunciato nel titolo, è la traduzione italiana dell'imponente raccolta, annotata, a cura di Günter Maschke, del volume uscito nel 1995 presso Dunker Humblot, con un ricco commentario e annotazione, di grandi pagine e piccoli caratteri nell'edizione tedesca venute 668 e in quella Adelphi, di solito a caratteri più grandi, che non ho ancora visto in sole 524 pagine... Trattasi in realtà - mi informa telefonicamente lo stesso Maschke, che è contento dell’edizione Adelphi - di una selezioni di saggi da Maschke editi e commentati, di cui il secondo (Frieden oder Pazifismus?) è di 1010 pagine: troppe anche per Adelphi. Ma di questo secondo libro non si è parlato affatto, ed è un fatto curioso, dopo che era stato annunciato. Presso l’Editore Adelphi avrebbe già una volta dovuto uscire il Glossario, nella sua prima edizione, che già conteneva delle parti il cui contenuto, mi confidò Franco Volpi, sembra non abbia superato i criteri di valutazione della prestigiosa casa editrice. Conosco bene questi “segreti” perché li seguivo dalla casa editrice Giuffrè, da dove con mio rammarico venivano passati titoli ad altro editore. Il Glossario ritornò poi da Giuffrè, nella collana Civiltà del diritto, con il testo nella versione di una traduttrice della Adelphi. A me venne chiesto di preparare a “tambur battente” la consueta Presentazione, ma io messo sull'avviso delle difficoltà intrinseche proprio da Maschke rifiutai l’incarico. Adesso per fortuna ne esce una seconda accresciuta edizione tedesca, che dovrebbe trovare il suo traduttore. Aspetto ora di vedere il volume di Adelphi, per verificare le differenze con l'edizione tedesca. L’università di Roma La Sapienza ne ha acquistato di recente una copia, che però è ancora in prestito. Il volume costa 60 euro e non mi sento di affrontarne il costo, disponendo dell'edizione originale tedesca.

In realtà, i volumi di Schmitt erano solo un pretesto perché i due dibattenti, o forse tre, parlassero soprattutto di loro stessi. Intendiamoci: cose interessanti. Hanno parlato forse a malincuore di un libro che nelle sue quasi 300 pagine supera direi tutte le biografie finora uscite e certamente il volume “concorrente” che reca per titolo un “Giurista davanti a se stesso”, che come titolo non è meno posticcio di quello scelto dal curatore italiano con “Imperium”. Nel titolo originale tedesco si riconosce meglio la citazione da cui trae origine: «Solange das Imperium da ist. Carl Schmitt in Gespräch mit Klauss Figge und Dieter Groh, 1971». Il volume di Neri Pozza, curato da Agamben, è pure del 2005, e prende il titolo dall'«Intervista» di Lanchster, il cui carattere “non autorizzato” era già noto da un articolo da un articolo di Günter Maschke sulla recezione di Schmitt in Italia, apparso dapprima su Der Staat, e poi raccolto in volume nel volume Der Tod des Carl Schmitt (Karolinger, Wien, 1987, p. 76, nt. 125). Darò in seguito la referenza di Der Staat, di cui ben ricordo, perché ricordo ancora divertito il panico di Lanchster, che temeva io stessi traducendo questo articolo per la rivista Behemoth, allora da me diretta insieme con l'avv. Klitsche de la Grange. Minacciava Klitsche de la Grange, che è un avvocato, di fargli causa se io avessi tradotto e pubblicato il contenuto di una nota di Maschke. Ed il povero Teodoro andava a leggere il contenuto di quella nota e lo rassicurava che non si parlava affatto di Lanchster, ma di tutt'altro. Ed infatti quello da me tradotto era uno splendido saggio di Maschke su Habermas detrattore e avversario teorico di Schmitt. Il saggio, che esiste nella mia traduzione italiana, venne poi pubblicato in tedesco nel citato volume della Karolinger Verlag. Ricordo bene l'episodio perchè il prof. Avv. Kaiser mi disse che se proprio Lanchster voleva una causa, lui non aveva nessuna difficoltà a fargliela. Il prof. Kaiser come avvocato era noto a livello mondiale e le sue cause ricevevano onorari astronomici. L'orientamento nostro, cioè della “scuola”, ovvero degli amici e discepoli di Schmitt, era di evitare lo scandalo e il clamore. Noi sapevamo qual era la verità e ci bastava questo. Personalmente, forse temendo di apparire invidioso di fronte a un agguerrito coetaneo che faceva carriera, mentre io dovevo guadagnarmi da vivere in una casa editrice, inchiodato 40 ore la settimana a correggere bozze e rileggere testi, ritenni assolto il mio compito, assegnatomi da Schmitt e da Kaiser, leggendogli il testo della lettera che ora pubblico, per onorare ancora una volta l'incarico che mi fu dato.

I due libri, di cui si è dibattito su Radio radicale, proprio nulla dicono sulle affermazione finali del signor Lanchster, che mi paiono oltremodo offensive di quello che io ritengo forse il mio unico Maestro, anche se l'ho visto solo due volte ed ho scambiato con lui poche lettere. Devo anche dire che allora non ne capivo ancora la grandezza e soprattutto ero impigliato dalle difficoltà di una lingua straniera, il tedesco, che avevo studiato e appreso faticosamente e che ancora mi costa fatica.  Molto però devo agli altri più antichi allievi di Schmitt, che mi avevano accolto nella loro cerchia. E fra questi in particolare ricordo qui Günther Krauss, che è di estrema importanza per la ricostruzione della vicenda biografica. Era presente nel momento decisivo in cui Carl Schmitt rilasciava quell'Intervista radiofonica del 1° febbraio 1933, che io avevo citato nella mia Presentazione (vista da Schmitt) al Custode della costituzione, uscita nel 1981. Avrei voluto tradurla io per intero e pubblicarla da qualche parte. Mi ha fatto piacere vederla finalmente nel volume di Neri pozza curato da Agamben nel 2005. Quel che stona nel libro è il titolo: Un giurista davanti a se stesso, che è un titolo del prof. Fulco Lanchster, che può certamente andar bene se riferito a se stesso, ma che stona se riferito a Carl Schmitt che rifuggiva da ogni rappresentazione letteraria di se stesso. Rinvio a quanto dice al riguardo Helmut Quaritsch nella sua edizione degli Interrogatori di Norimberga... Già questo è il tema... Nella narrativa, anche scientifica del dopoguerra, Carl Schmitt, come anche Jünger e Heidegger, devono essere segnati e bollati per il semplice fatto di essere vissuti all'epoca di Hitler... Il volume edito da Quodlibet contiene al riguardo illuminanti riflessioni che sono sfuggite ai due disputanti. Del resto, già lo diceva Protagora: l'uomo è misura di tutte le cose e ognuno vede quel che vuole vedere ed è facile che uomini diversi vedano cose diverse.

Per spiegare la mia ritrosia nei contatti con Schmitt, cosa di cui avevo possibilità e che avrei potuto sfruttare alla Lanchster e altri che si affollavano alla porta di Schmitt, vorrei narrare un episodio privato. Dove prima abitavo in Roma, in Via Elea, viveva da solo uno o due piani sopra di me un signore molto anziano senza nessuno che lo assistesse. Di lui non sapevo nulla, ma vedevo con quanta fatica usciva di casa e si muoveva. Lo incontrai davanti all'ingresso che dava sulla strada. Io ero in entrata e lui in uscita. Per cedergli in passo, feci un rapido movimento all'indietro, ma fu forse questo mio gesto ad avergli fatto perdere l'equilibrio e lo vidi cadere per terra e il sangue uscirgli dalla testa e dalla fronte. Per fortuna, era una ferita superficiale senza conseguenze. Ma dopo pochi mesi, si disse, cadde dalla finestra del quarto o quinto piano, e morì così. Io ho pensato che potesse trattarsi di suicidio, vivendo in tanta solitudine e senza nessuno che lo aiutasse e accudisse negli ultimi anni di vita. Da allora rimasi traumatizzato e sempre ebbi timore davanti alla fragilità delle persone anziane. Schmitt di anni ne aveva di più del mio vicino di casa. Ed è per questo motivo che a lui mi rivolgevo con molto riguardo e molta cautela. Nelle  due visite che gli feci - prima di Lanchster - era molto in forma, per la sua età. Nella seconda visita, dove avevo accompagnato un altro anziano, Vincenzo Zangara, che molto teneva a che io lo portassi da Schmitt, i due risero e scherzarono e Zangara voleva portarsi con la macchina Schmitt in Italia, ma Schmitt disse che non era possibile perché sarebbe stato un ostacolo al traffico fra l'Italia e la Germania. Chiusa la non inutile digressione proseguo, con l'occasione dell'arrabbiatura prodotta in me dalla registrazione di radio radicale, ai miei Erinnerungen di Schmitt e della sua scuola, o meglio della cerchia dei suoi amici e delle persone che lo rispettavano, ammiravano, volevano bene per quanto la confidenza lo potesse permettere. Le condizioni di Schmitt precipitarono proprio nel 1983, in prossimità della morte dell'unica figlia di Schmitt, che avvenne esattamente il 17 giugno del 1983, mentre Lanchster pensava alla sua intervista e all'utilità che poteva avere per la sua carriera. Il conferimento dei “pieni poteri” a Joseph H. Kaiser si spiega in questo contesto e la “registrazione”, indebitamente fatta da Lanchester di quella che è al massimo una conversazione privata non impegnativa, denota in effetti una debilitazione senile di Schmitt, la cui morte sopraggiunge due anni dopo, il 7 aprile del 1985. Non so da chi Lanchster si sia fatto raccomandare per andare da Schmitt. Non che uno andasse senza farsi presentare da qualcuno e bussasse semplicemente alla porta. Ho qualche sospetto, ma è un sospetto e resta tale.

Non ne avrei mai scritto, ma Lanchster divenuto Professore e Preside della facoltà mi costringe ora a farlo. Non attribuisco alcun valore scientifico o biografico alla tanto sua decantata Intervista e non intendo contraddire apprezzamenti che altri vogliano fare, in comprensibile spirito di colleganza e solidarietà corporativa. Io lessi il testo della sua Intervista prima della pubblicazione. Cosa era successo. Per un suo modo di agire, essenso allora ad inizio carriera, penso di far vedere il testo, non a me - non fosse mai! -, ma al prof. Zangara, che accompagnato da me e dopo sua incredibile pressione (ho narrato altrove l'avventura), aveva potuto finalmente visitare Schmitt, che - posso dirlo - non ne voleva sapere, se io non avessi fatto da intermediario... Salto varie cose, per venire al punto. Zangara, che mi voleva un poco di bene, mi chiamò subito perché riteneva che alcune cose che si trovavano scritte nell'Intervista non erano gentili e riguardose verso di me... A questo punto potrei anche sospettare che siano una mera invenzione letteraria... Ma di cosa si trattava? Schmitt sembrava temere una sorta di censura che venisse a impedire la pubblicazione della traduzione italiana della sua Verfassungslehre, decisamente la sua opera più importante, sulla quale tutti i costituzionalisti di mestiere (anche Lanchester e il giovane Chessa)  sono costretti ancora oggi a sbattere la testa.

Non esisteva assolutamente nulla di tutto questo e i suoi timori - se esistevano per davvero e non erano una invenzione letteraria del suo Intervistatore - erano assolutamente infondati. Schmitt era informato pressochè settimanalmente sull'andamento della traduzione. Come? Ho il rimpianto di non aver sviluppato la mia corrispondenza con Schmitt quanto sarebbe stato possibile... Possiedo solo cinque o sei lettere. In compenso, però ho sempre sviluppato e mantenuto un cospicuo epistolario con i suoi maggiori discepoli ed amici. Fra questi il Dr. Giesler, oggi presidente della Carl Schmitt Gesellschaft, che era anche lui di Plettenberg e faceva spesso visita a Schmitt. E fu proprio Giesler a darmi i necessari consigli per la mia prima visita a Schmitt, dal quale non andai con danaro pubblico, come altri, ma solo perché mi trovavo in vacanza privata con amici a Colonia, a due ore cioè da Plettenberg. Mi accompagnò con la macchina uno degli amici con cui ero in vacanza, l'arch. Bardelli, che scattò una foto che però poi non mi diede e io non mi curai di chiedergli: oggi sarebbe per me preziosa. Confidavo che ciò che dicevo a Giesler venisse riportato a Schmitt. Inoltre, il prof. Zangara mi strappava quasi dalla macchina da scrivere i fogli della traduzione, che eseguiva la sera dalle 21 alle 24, a casa, di ritorno dalla Casa Editrice Giuffrè, dove lavoravo alla redazione dell'Enciclopedia del diritto. Insomma, si trattava di normali tempi editoriali. Terminata la mia traduzione, e da tempo consegnata, vi erano poi tempi di uscita dei volumi della Collana Civiltà del Diritto... Schmitt non aveva assolutamente nulla da temere, e se qualcosa voleva sapere non doveva chiederlo certo a Lanchster che nulla sapeva e poteva sapere. Zangara nella sua maturità ed esperienza aveva motivo di essere in disappunto per quanto poteva riguardarmi... Io non ero offeso, ma trovavo incomprensibile il presunto comportamento di Schmitt nei miei confronti.

Per inciso, giacché Lanchester enfatizza il patrocinio di Cossiga a un convegno allora organizzato da carlo Roerssen, delle quali potrei raccontare alcune stranezze, ma la cui aneddottica risparmio alla storia del diritto, o meglio dei giuristi, a me ormai noto come traduttore di Schmitt mi fu chiesto da un giudice costituzionale di adoperarmi per far venire Schmitt in Italia con tutti gli onori, i comodi, le agiatezze in occasione di un anniversario della corte costituzionale che ricorreva in quegli anni. Ne scrissi proprio a Giesler che dovrebbe ancora conservare le mie lettere. La sua risposta tassativa fu che Schmitt a quell’età non era in grado di viaggiare né in Germania né all’estero.  Diedi questa risposta al Giudice costituzionale, telefonandogli dalla Giuffré, dove lavorai fino a tutto il 1985, per fare vita universitaria in quel di Teramo. Il giudice non insistette e la cosa si chiuse. Ma se Carl Schmitt fosse stato ricevuto con tutti gli onori dalla Corte costituzionale italiana credo che la cosa avrebbe avuto maggior risonanza del convegno a Giurisprudenza, sia pure patrocinato da Cossiga.

Il secondo aspetto personale, alquanto idiota, contenuto nell'Intervista Lanchster riguarda il povero Tommissen, al quale tutti volevamo un gran bene. In un certo passo del testo dell'Intervista, che da allora non ho più rivisto, riguardava la sua Bibliografia. Schmitt avrebbe detto - secondo Lanchster - che quella Bibliografia non era fatta bene. Vi era del biasimo. E all'epoca cosa vi era di meglio? Quello di Juan Camaaño Martinez, che nel 1950 aveva scritto uno dei primi libri divulgativi sul pensiero di Schmitt, facendo una ricostruzione. Il libro - se era questo che intendeva dire - è una cosa, ma la Bibliografia in senso proprio e tecnico ben altra cosa. La mia curiosità era alle stesse. Feci di tutto per procurarmi questo libro. Non ricordo bene, ma credo di averlo ricevuto per posta, in fotocopia o nell'originale, direttamente da Anima Schmitt. Le fotocopie che conservo hanno annotazioni autografe di Schmitt. Successivamente, in una vacanza a Santiago di Compostella, ho conosciuto anche di persona Juan Camaaño Martinez. Purtroppo, come in molti altri casi, fra la mia età relativamente giovane e la loro età relativamente avanzata vi era di mezzo la morte, e quando le mie conoscenze aumentavano e più avrei potuto fare tesoro delle loro conoscenze, di quanto loro sapevano per averlo visto e vissuto, io non potevo loro più chiedere nulla... Triste assai e commovente la mia amicizia con Günther Krauss che raccontava a me, a puntate, le sue Memorie, i suoi Erinnungen an Carl Schmitt, interrotti per sopravvenuta morte proprio sugli anni tragici del 1936. Naturalmente, io avevo anche i miei propri problemi, quelli del vitto e dell'alloggio, che dovevo procurarmi. La vita non è fatta solo di studi, più o meno diletti. Ed ognuno ha la sua vita, ed una vita non dipende dall’altra. Lanchster era molto occupato a farsi la sua carriera... Io pensavo ad altro.

Riprendiamo il filo. Quando confrontai la presunta migliore Bibliografia di Camaaño Martinez con quella di Tommissen, che a ritmo di ogni 10 anni la ripubblicava accresciuta, pensai che Schmitt aveva perso parecchio di lucidità mentale, sempre che si debba riconoscere la fondatezza e validità dell'Intervista non autorizzata e pubblicata malgrado il divieto che era stato fatto e da me comunicato. Anche Tommissen, quando lesse l'Intervista su Quaderni costituzionale ci rimase piuttosto male, ma non troppo. Conservo una sua lettera che pubblicherò appena la ritrovo e sempre che i miei legali non mi facciano ostacoli. Come commentava Tommissen per la parte che lo riguardava. Così: a pag. x vi l’«infamia», cioè il giudizio sprezzante sulla sua Bibliografia, alla quale il “fiammingo" ha dedicato se non tutta la sua vita, certamente una buona parte... Tutti ricordiamo il fervore e l’accanimento con cui raccoglieva e catalogava ogni cosa che riguardasse Schmitt... Credo di aver contribuito anche io alla sua raccolta, ma lo facevano tutti, perché lui chiedeva a tutti... Ed oggi io ne continuo il lavoro. Poco più avanti nel testo edito dell'Intervista si tesseva un elogio del fiammingo Tommissen. Al che il fiammingo si chiedeva: prima l'«infamia», po la «lode», dove sta la sintesi? E ne concludeva con un apprezzamento non lusinghiero dell'Intervistatore. Di altre cose minori adesso non ricordo bene, ma la comune intesa era che il testo non aveva carattere di “autenticità” e quindi non poteva essere considerato affidabile. Certo, nessuno nega che Lanchster sia stato in Plettemberg da Schmitt. Da un certo momento in poi tutti ci volevano andare, e fra questi anche Miglio, che però non ci riuscì. Ci anche Bolaffi, credo di sapere da chi raccomandato, ma Bolaffi non era certo un allievo di Schmitt e non intendeva fare omaggi di nessun genere.

La registrazione di Radio radicale ho detto che è interessante, ma non per quanto riguarda Schmitt, ma per quanto riguarda lo stesso Lanchster, che rende noti i suoi rapporti con Predieri, che scrisse un libro osceno sulla presunta viltà di Schmitt. Devo qui dire che ero inizialmente caduto in un errore, pensando che la “viltà” di Schmitt si riferisse al periodo nazista, al fatto cioè che durante questo periodo Schmitt non avesse avuto il “coraggio” di opporsi al nazismo, dando ovviamente per scontato che negli anni 1933-36 ognuno si dovesse opporre a Hitler, anche a costo della propria vita. Maschke osserva al riguardo, ma penso che sia una valutazione corrente, come nei primi tre anni del nazismo ciò che sarebbe stato da spiegare era non la mancata opposizione, ma il mancato consenso. E comunque proprio il sopra da me citato Günther Krauss formula un’ipotesi contenuta in alcune righe del “famigerato” articolo “Der Führer schützt das Recht”, dove Schmitt dice che ciò che usciva fuori dalla logica della ragioin di stato ed era mera vendetta privata doveva essere trattato con i rigori del diritto penale vigente. Krauss lancia qui l'ipotesi che le ritorsioni del dicembre 1936 abbiano qui la loro origine... È una ipotesi alla cui verifica sto ancora lavorando e dove spero escano documenti che avvalorino o escludano questa ipotesi. L’Intervista del 1971 mi riesce illuminante per chiarire la situazione di quegli anni, ma di questo nel dibattito radicale non vi è traccia.

Ma la “viltà” non sarebbe questa, se ho ben inteso, ma la si riferisce agli anni della prima guerra mondiale, dove Schmitt evitò di andare al fronte e in compenso si potè costruire la larriera preparandosi i titoli per la libera docenza, mentre i suoi possibili concorrenti morivano in guerra. Insomma, se Schmitt da estimatori e detrattori è annoverato fra i massimi giuristi e pensatori politici del XX secolo, dobbiamo ciò a un banalissimo “imboscamento”. Se Carl Schmitt avesse fatto il soldato, noi non avremmo avuto il Pensatore di cui stiamo qui affannandoci a parlare e a studiarne non solo l'opera, ma il pensiero che è scritto non dai libri, con la scrittura, con il modo di condurre la propria vita. Francamente ci sembra proprio troppo ed è la ragione, la sola ragione, per la quale pubblichiamo le lettere che avevamo. Schmitt è stato diffamato in vita, ma continuare dopo la sua morte e soprattutto davanti  a chi sa e non può continuare a tacere, questo è davvero troppo. Succeda quel che succeda, ma la cosa non è accettabile né tollerabile. Gli uomini sono peccatori, Schmitt era un cattolico e sa molto bene questo. Non respinge l’idea del peccato, come era ad esempio in Marx, il cui ateismo - insegnava Del Noce, mio non amato Maestro - nel rifiuto dello “status naturae lapsae”, cioè del peccato originale. Non è il caso di Schmitt, ma il giudizio sui suoi peccati era di competenza del suo confessore, finché era in vita, e ora del Tribunale dell’Aldilà. I due libri su cui si doveva dibattere in ogni caso non trattano minimamente di questo tema, che è certamente una utile traccia di ricerca.

(testo non definitivo, scritto di getto, e da rivedere).

                  

09 aprile 2017

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MOHAMED Feisal G. , Arendt, Schmitt and Trump’s Politics of ‘Nation’,
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SHERRATT Yvonne, Hitler's philosophers.Yvonne Sherratt reveals how some of Germany’s greatest minds became enthusiastic supporters of the Third Reich... This article was first published in the February 2013 issue of BBC History Magazine Submitted by: Ellie Cawthorne, 
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2014:
• 30 settembre:
ROSMAN Arthur, Psychopolitics: Schmitt, Bush’s Iraq Mess, and the Saddam Solution,
in:
patheos. Hosting the Conversation on Faith, 2014.9.30 - Link: fb1 - fb2. / N° 17WE
• 1 ottobre:
SEP, Stanford Encyclopedia of Philosophy, Carl Schmitt,
in:
SEP, 2014.10.1 - Link: fb1 - fb2. / N° 23WE
• 14 novembre:
REID ROSS Alexander, Fighting the Trojan Horse of Hipster-Fascism,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2014.11.14 - Link: fb1 - fb2. / N° 28WE

2013:
• 21 gennaio:
MILLER Kevin, The myth of the secular state,
in:
patheos. Hosting the Conversation on Faith, 2013.1.21 - Link: fb1 - fb2. / N° 19WE
• 30 luglio:
WYLLIE Robert, Against Schmitt’s Political Theology, Prometheus or Pandora? Hans Blumenberg and Walter Benjamin as Political Theologians, 
in:
Telos, 2013.7.30 -  Link: fb1 - fb2. / N° 1WE

2012:
• 25 aprile:
LEITHART Peter J., Secularization as signature,
in:
First Things, 2012.4.25 - Link: fb1 - fb2. / N° 35we

2011:
• 7 marzo:
PAN David T., Carl Schmitt and the Metaphysics of Decisionism,
in:
Telos, 2011.3.7 - Link: fb1 - fb2.  / N° 6WE
• 7 settembre:
ALI Tariq, Perpetual War,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2011.9.7 - Link: fb1 - fb2. / N° 26WE

2010:
• 25 ottobre:
KNIPPENBERG Joseph, Why conservatives love war?,
in:
First Things, 2010.10.25 - Link: fb1 - fb2. / 33we
• 18 dicembre:
LAWLER Peter, My Book and Chinese Straussianism,
in:
First Things, 2010.12.18 - Link: fb1 - fb2. / N° 36we

2006:
• 10 agosto:
VERSLUIS Arthur, How Carl Schmitt Spawned Fascist America,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2006.8.10 - Link: fb1 - fb2. / N° 24WE

2005
• 12 luglio:
MIRE Amina, The Problem with Speaking in the Name of Others,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2005.7.12 - Link: fb1 - fb2. / N° 27WE

2002
• 1 gennaio:
LINKER Damon, Philosophy and Tiranny,
in:
First Things, 2002.1.1 - Link: fb1 - fb2. / N° 37we

1994
1° febbraio:
HENRIE Mark C. , Anti-Liberalism,
in:
First Things, 1994.2.1 - Link: fb1 - fb2. / N° 32we

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Webgrafia inglese in facebook. - Indice Alfabetico

frdeCronologicoNumerico
Scritti di Carl Schmitt: CS1 - 2 - 3 - 4 -
 Letteratura Inglese - Indice Analitico.
Dizionario. - Cronologia. - Immagini.
Per agevolare la consultazione della Webgrafia, che è cosa nettamente distinta dalla nostra Bibliografia, è disposto un sistema di indici organizzati dapprima per ordine numerico, cioè casuale.  Su questa base ne viene redatto successivamente uno per ordine alfabetico, quindi uno cronologico. I links immettono rispettivamente: a) nella pagina del sito web di origine; b) nel nostro sito facebook generale e multilingua (fb1) e nel gruppo fb della rispettiva lingua (fb2). Per Webgrafia si intende quanto di accessibile su Carl Schmitt si trova in rete senza alcuna nostra valutazione critica della stessa. La difficoltà insita nella necessaria distinzione fra una voce che contiene una fugace e non necessariamente significativa citazione a Carl Schmitt ed un vero e proprio articolo, o persino saggio di carattere scientifico interamente dedicato a Carl Schmitt, è risolta nel senso che viene estratta la singola citazione e viene pubblicata senza numero di registrazione nella pagina principale multilingua (Css), mentre nel secondo caso si assegna un numero di catalogazione che compare in questi Indici numerici, alfabetici, cronologici, che riconduco ai siti fb indicati con fb1 (generale e multilingua) ed ed fb2 (per singola lingua). I Lettori iscritti alle pagine FB dei “Carl Schmitt Studien” possono redigere liberi commenti, fatte salve le comuni e vigenti regole del web. La Moderazione ha il solo scopo di un elementare controllo di legalità e una funzione antispam e antitroll.

WEBGRAFIA INGLESE
Indice Alfabetico

A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S U V W X Y Z



ALI Tariq, Perpetual War,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2011.9.7 - Link: fb1 - fb2. / N° 26WE

ANONIMO, Why ‘For or Against Trumpo?” Is the Wrong Question,
in:
PanamPost, 2017.1.25 - Link:  fb1 - fb2. / N° 2WE

GRENIER Paul, A Conversation on War, Torture, and the Limits of Evil – Part 4,
in:
patheos. Hosting the Conversation on Faith, 2016.4.21 - Link: fb1 - fb2. / N° 18WE

HAMMY Cihad, Two visions of politics in Turkey: authoritarian and revolutionary. Politics is not a mere choice between white and black, but rather a creative way of people running their daily lives in all their colourful richness, 
in:
openDemocracy, 2016.8.20 - Link: fb1 - fb2. / N° 11WE

HEER Jeet, William Kristol compares a Weekly Standard writer to a leading Nazi collaborator,
in:
New Republic, 2017.2.2 - Link: fb1 - fb2. / N° 4WE

HENRIE Mark C. , Anti-Liberalism,
in:
First Things, 1994.2.1 - Link: fb1 - fb2. / N° 32we

INCECCHI Flaminia, Reading Schmitt contra Schmitt,
in:
Telos 142 (Spring 2008), 2016.6.7 - Link: fb1 - fb2. / N° 15WE

INCECCHI Flaminia, Culture and Values in Schmitt’s Decisionism,
in:
Telos, 2017.1.4 - Link: fb1 - fb2. / N° 5WE

JOHNSON Andre E. , Book Review: Race and Political Theology (Vincent W. Lloyd, Editor, Race and Political Theology. Stanford University Press, 2012. Pg 254 Cloth: $58.50, Paper: $20.66.),
in:
patheos. Hosting the Conversation on Faith, 2016.5.30 - Link: fb1 - fb2. / N° 16WE

JURECIC Quinta, Donald Trump’s State of Exception,
in:
Lawfare, 2016.12.14. - Link: fb1 - fb2. / N° 7WE

LAWLER Peter, My Book and Chinese Straussianism,
in:
First Things, 2010.12.18 - Link: fb1 - fb2. / N° 36we

LINKER Damon, Philosophy and Tiranny,
in:
First Things, 2002.1.1 - Link: fb1 - fb2. / N° 37we

KASSEM Omar, The Italian People and the Egyptian Machtstaat,
in:
CounterPunch, 2017.4.8 - Link: fb1 - fb2. / N° 30WE

KNIPPENBERG Joseph, Why conservatives love war?,
in:
First Things, 2010.10.25 - Link: fb1 - fb2. / 33we

LEITHART Peter J., Secularization as signature,
in:
First Things, 2012.4.25 - Link: fb1 - fb2. / N° 35we

LEITHART Peter J., Ascension and Absence,
in:
First Things, 2016.3.24 - Link: fb1 - fb2. / N° 34we

LEITHART Peter J., Art of Politics,
in:
First Things, 2016.3.30 - Link: fb1 - fb2. / N° 31WE

LEWIS David, Carl Schmitt: Nazi-era philosopher who wrote blueprint for New Authoritarianism,
in:
The Conversation, 2016.12.2 - Link: fb1 - fb2. / N° 21WE

METZGER Paul Louis, Does God Wear a Toupee? Thoughts on Political Candidates and Divine Despots,
in:
patheos. Hosting the Conversation on Faith, 2016.5.4 - Link: fb1 - fb2. / N° 20WE

MILLER Kevin, The myth of the secular state,
in:
patheos. Hosting the Conversation on Faith, 2013.1.21 - Link: fb1 - fb2. / N° 19WE

MIRE Amina, The Problem with Speaking in the Name of Others,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2005.7.12 - Link: fb1 - fb2. / N° 27WE

MOHAMED Feisal G. , Arendt, Schmitt and Trump’s Politics of ‘Nation’,
in:
The New York Times, 2016.7.22 - Link: fb1 - fb2. / N° 14WE

MURPHY Frank X., Detroit After Bankruptcy,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2015.2.5 - Link: fb1 - fb2. / N° 25WE

NEWEY Glen, Locke, Schmitt and Carroll,
in:
LRB blog, 2016.11.8 - Link: fb1 - fb2. / N° 9WE

NUOVO Victor, Who’s afraid of Steve Bannon?,
in:
Rutland Herald, 2017.3.1 - Link: fb1 - fb2. / N° 12WE

OSBORNE Samuel, Senior Trump adviser compared to renowned Nazi by editor of ‘neo-con bible’ Weekly Standard
in:
Independent, 2017.2.5 - Link: fb1 - fb2. / N° 3WE

PALMER Tom G., Carl Schmitt: The Philosopher of Conflict Who Inspired Both the Left and the Right
in:
Valuewalk, 2016.11.6 - Link: fb1 - fb2. / N° 8WE

PAN David T., Carl Schmitt and the Metaphysics of Decisionism,
in:
Telos, 2011.3.7 - Link: fb1 - fb2.  / N° 6WE

REID ROSS Alexander, Fighting the Trojan Horse of Hipster-Fascism,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2014.11.14 - Link: fb1 - fb2. / N° 28WE

ROSMAN Arthur, Psychopolitics: Schmitt, Bush’s Iraq Mess, and the Saddam Solution,
in:
patheos. Hosting the Conversation on Faith, 2014.9.30 - Link: fb1 - fb2. / N° 17WE

SEP, Stanford Encyclopedia of Philosophy, Carl Schmitt,
in:
SEP, 2014.10.1 - Link: fb1 - fb2. / N° 23WE

SHERRATT Yvonne, Hitler's philosophers.Yvonne Sherratt reveals how some of Germany’s greatest minds became enthusiastic supporters of the Third Reich... This article was first published in the February 2013 issue of BBC History Magazine Submitted by: Ellie Cawthorne, 
in:
HistoryExtra, 2016.8.19 - Link: fb1 - fb2. / N° 10WE

TYLER Colin, How to reclaim identity as a positive political force,
in:
The Conversation, 2017.1.13 - Link: fb1 - fb2. / N° 22WE

VERSLUIS Arthur, How Carl Schmitt Spawned Fascist America,
in:
CounterPunch. Tells tha Facts, Names the Names, 2006.8.10 - Link: fb1 - fb2. / N° 24WE

WARREN James, Is Donald Trump Following a Playbook for Dictators? The eggheads of academe dissect the president’s efforts to make an enemy of the press. (A version of this column originally appeared on Poynter.org.),
in:
Vanity Fair, 2017.4.18 - Link: fb1 - fb2. / N° 29WE

WENDER Andrew M., Asymmetry and the Reimagining of Political Theology,
in:
Telos, 2017.3.8 - Link: fb1 - fb2. / N° 13WE

WYLLIE Robert, Against Schmitt’s Political Theology, Prometheus or Pandora? Hans Blumenberg and Walter Benjamin as Political Theologians, 
in:
Telos, 2013.7.30 -  Link: fb1 - fb2. / N° 1WE


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Webgrafia francese in facebook. - Indice cronologico

Bibliografia tedesca: CS1 - 2 - 3 - 4 -
 Letteratura Tedesca - Indice Analitico.
Dizionario. - Cronologia. - Immagini.
Per agevolare la consultazione della Webgrafia, che è cosa nettamente distinta dalla nostra Bibliografia, è disposto un sistema di indici organizzati dapprima per ordine numerico, cioè casuale.  Su questa base ne viene redatto successivamente uno per ordine alfabetico, quindi uno cronologico. I links immettono rispettivamente: a) nella pagina del sito web di origine; b) nel nostro sito facebook generale e multilingua (fb1) e nel gruppo fb della rispettiva lingua (fb2). Per Webgrafia si intende quanto di accessibile su Carl Schmitt si trova in rete senza alcuna nostra valutazione critica della stessa. La difficoltà insita nella necessaria distinzione fra una voce che contiene una fugace e non necessariamente significativa citazione a Carl Schmitt ed un vero e proprio articolo, o persino saggio di carattere scientifico interamente dedicato a Carl Schmitt, è risolta nel senso che viene estratta la singola citazione e viene pubblicata senza numero di registrazione nella pagina principale multilingua (Css), mentre nel secondo caso si assegna un numero di catalogazione che compare in questi Indici numerici, alfabetici, cronologici, che riconduco ai siti fb indicati con fb1 (generale e multilingua) ed ed fb2 (per singola lingua). I Lettori iscritti alle pagine FB dei “Carl Schmitt Studien” possono redigere liberi commenti, fatte salve le comuni e vigenti regole del web. La Moderazione ha il solo scopo di un elementare controllo di legalità e una funzione antispam e antitroll.

WEBGRAFIA FRANCESE
Indice Cronologico
Anni: 2016 - 2017.

2017.


• 11 gennaio
PEYRADE Karl, Carl Schmitt, la notion de politique,
in:
Rouge et Noire, 2017.1.11 - Link: fb1 - fb2. / N° 1WF
• 29 marzo
BOUCHARD Renaud, France, Europe, attentats islamistes et immigration incontrôlée. L’urgence d’agir contre l’Ennemi,
in:
Agora Vox. Le média citoyen, 2016.3.29 - Link: fb1 - fb2. / N° 7wf

2016.


• 27 maggio
MONOD Jean-Claude, «Il y a une vertu du conflit, corollaire du pluralisme»,
in:
Liberation, 2016.5.27 - Link: fb1 - fb2. / N° 6WF
• 3 agosto:
DOUROUX Philippe et Anastasia VÉCRIN, Carl Schmitt, le penseur de l’ennemi,
in:
Liberation, 2016.8.3 - Link: fb1 - fb2. / N° 5WF
• 9 agosto:
SLAMA Mathieuz, Poutine et Erdogan à Saint-Petersbourg ou la revanche de Carl Schmitt,
in:
FigaroVox, 2016.8.9 - Link: fb1 - fb2. / N° 4WF
• 29 settembre:
NAUDOT Hervé, Polémique autour d’un nouveau nom de rue dans la cité 12. Il était proposé au conseil municipal de voter les noms proposés pour de nouvelles voies réalisées dans le secteur Cook-Chaplain, cité 12,
in:
La voix du Nord, 2016.9.29 - Link: fb1 - fb2. / N° 3WF
• 15 dicembre:
PEYRADE Karl, Carl Schmitt: la théorie de la constitution,
in:
Rouge et Noir, 2016.12.15. – Link: fb1 - fb2. / N° 2WF

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Webgrafia francese in facebook. - Indice alfabetico

x ↔ x |  NumericoCronologico
Bibliografia tedesca: CS1 - 2 - 3 - 4 -
 Letteratura Tedesca - Indice Analitico.
Dizionario. - Cronologia. - Immagini.
Per agevolare la consultazione della Webgrafia, che è cosa nettamente distinta dalla nostra Bibliografia, è disposto un sistema di indici organizzati dapprima per ordine numerico, cioè casuale.  Su questa base ne viene redatto successivamente uno per ordine alfabetico, quindi uno cronologico. I links immettono rispettivamente: a) nella pagina del sito web di origine; b) nel nostro sito facebook generale e multilingua (fb1) e nel gruppo fb della rispettiva lingua (fb2). Per Webgrafia si intende quanto di accessibile su Carl Schmitt si trova in rete senza alcuna nostra valutazione critica della stessa. La difficoltà insita nella necessaria distinzione fra una voce che contiene una fugace e non necessariamente significativa citazione a Carl Schmitt ed un vero e proprio articolo, o persino saggio di carattere scientifico interamente dedicato a Carl Schmitt, è risolta nel senso che viene estratta la singola citazione e viene pubblicata senza numero di registrazione nella pagina principale multilingua (Css), mentre nel secondo caso si assegna un numero di catalogazione che compare in questi Indici numerici, alfabetici, cronologici, che riconduco ai siti fb indicati con fb1 (generale e multilingua) ed ed fb2 (per singola lingua). I Lettori iscritti alle pagine FB dei “Carl Schmitt Studien” possono redigere liberi commenti, fatte salve le comuni e vigenti regole del web. La Moderazione ha il solo scopo di un elementare controllo di legalità e una funzione antispam e antitroll.

WEBGRAFIA FRANCESE


BOUCHARD Renaud, France, Europe, attentats islamistes et immigration incontrôlée. L’urgence d’agir contre l’Ennemi,
in:
Agora Vox. Le média citoyen, 2016.3.39 - Link: fb1 - fb2. / N° 7wf

DOUROUX Philippe et Anastasia VÉCRIN, Carl Schmitt, le penseur de l’ennemi,
in:
Liberation, 2016.8.3 - Link: fb1 - fb2. / N° 5WF

MONOD Jean-Claude, «Il y a une vertu du conflit, corollaire du pluralisme»,
in:
Liberation, 2016.5.27 - Link: fb1 - fb2. / N° 6WF

NAUDOT Hervé, Polémique autour d’un nouveau nom de rue dans la cité 12. Il était proposé au conseil municipal de voter les noms proposés pour de nouvelles voies réalisées dans le secteur Cook-Chaplain, cité 12,
in:
La voix du Nord, 2016.9.29 - Link: fb1 - fb2. / N° 3WF

PEYRADE Karl, Carl Schmitt: la théorie de la constitution,
in:
Rouge et Noir, 2016.12.15. – Link: fb1 - fb2. / N° 2WF

PEYRADE Karl, Carl Schmitt, la notion de politique,
in:
Rouge et Noire, 2017.1.11 - Link: fb1 - fb2. / N° 1WF

SLAMA Mathieuz, Poutine et Erdogan à Saint-Petersbourg ou la revanche de Carl Schmitt,
in:
FigaroVox, 2016.8.9 - Link: fb1 - fb2. / N° 4WF


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08 aprile 2017

Webgrafia italiana in facebook. - Indice cronologico

x ↔ x  | AlfabeticoNumerico
Bibliografia tedesca: CS1 - 2 - 3 - 4 -
 Letteratura Tedesca - Indice Analitico.
Dizionario. - Cronologia. - Immagini.
Per agevolare la consultazione della Webgrafia, che è cosa nettamente distinta dalla nostra Bibliografia, è disposto un sistema di indici organizzati dapprima per ordine numerico, cioè casuale.  Su questa base ne viene redatto successivamente uno per ordine alfabetico, quindi uno cronologico. I links immettono rispettivamente: a) nella pagina del sito web di origine; b) nel nostro sito facebook generale e multilingua (fb1) e nel gruppo fb della rispettiva lingua (fb2). Per Webgrafia si intende quanto di accessibile su Carl Schmitt si trova in rete senza alcuna nostra valutazione critica della stessa. La difficoltà insita nella necessaria distinzione fra una voce che contiene una fugace e non necessariamente significativa citazione a Carl Schmitt ed un vero e proprio articolo, o persino saggio di carattere scientifico interamente dedicato a Carl Schmitt, è risolta nel senso che viene estratta la singola citazione e viene pubblicata senza numero di registrazione nella pagina principale multilingua (Css), mentre nel secondo caso si assegna un numero di catalogazione che compare in questi Indici numerici, alfabetici, cronologici, che riconduco ai siti fb indicati con fb1 (generale e multilingua) ed ed fb2 (per singola lingua). I Lettori iscritti alle pagine FB dei “Carl Schmitt Studien” possono redigere liberi commenti, fatte salve le comuni e vigenti regole del web. La Moderazione ha il solo scopo di un elementare controllo di legalità e una funzione antispam e antitroll.

WEBGRAFIA ITALIANA
su
Carl Schmitt
Anni: 2016 - 2017 -

2017.



2016.



• 19 aprile
BOCO Francesco, Decidersi per l’autoaffermazione dell’Europa,
in:
Il Primato Nazionale. testata online, 2016.4.19 - Link: fb1 - fb2. / N° 13wi
• 1 giugno
MARTENS Michael, Il guerriero e l’opportunista
in:
L’Opinione Pubblica, 2016.6.1 - Link: fb1 - fb2. / N° 14wi
• 21 giugno
DAMIANO Giovanni, Carl Schmitt e quella condanna “antieuropea” del colonialismo
in:
Il Primato Nazionale, testata online, 2016.6.21 - Link: fb1 - fb2. / N° 9wi
• 4 luglio:
FERRO CANALE Guido, Due papi come mai nella storia, da vero "stato d'eccezione",
in:
L’Espresso, 2016.7.4 - Link: fb1 - fb2. / N° 3wi
• 7 luglio
CECCHINI Francesco, Memoriale Villa Pisa­ni: Intervista al sindaco di Monte­bel­luna, Marzio Favero,
in:
tellusfolio.it, 2016.7.7 - Link: fb1 - fb2. / N° 4wi
• 26 luglio
MAGISTER Sandro, Un "pontificato d’eccezione". Il mistero di papa Benedetto,
in:
www.chiesa.espressoonline.it, 2016.7.26 - Link: fb1fb2. / N° 2wi
• 14 settembre
MELA Simone, La democrazia non liberale (e un po’ nazista) di Carl Schmitt
in:
Il Primato Nazionale. testata online, 2016.9.14 - Link: fb1 - fb2. / N° 8wi
• 16 dicembre
BENEDETTI Valerio, “Caro Carl, io sono un hegeliano”: quell’incontro sconosciuto tra Mussolini e Schmitt,
in:
Il Primato Nazionale testata online, 2016.12.16.7 - Link: fb1 - fb2. / N° 1wi

2015.


• 15 marzo
DI LEO Giuseppe, Dibattito su Carl Schmitt in occasione della pubblicazione dei volumi "Imperium. Conversazioni con Klaus Figge e Dieter Groh 1971" (Ed. Quodlibet) e "Stato, grande spazio, nomos" (Ed. Adelphi),
in:
Radio Radicale. Conoscere per deliberare, 2016.3.15 - Link:  fb1 - fb2. / N° 15 
• 7 aprile
SCIANCA Adriano, Cosa resta di Carl Schmitt a 30 anni dalla morte,
in:
Il Primato Nazionale. testata online, 2015.4.7 - Link: fb1 - fb2. / N° 11wi
• 24 dicembre
PALAZZINI Eugenio, “Stato, grande spazio e nomos”, Carl Schmitt e la globalizzazione americana che stermina
in:
Il Primato Nazionale. testata online, 2015.12.24 - Link: fb1 - fb2. / N° 10wi

2013.



• 20 novembre
BOCO Francesco, Schmitt, Cacciari e il limite del Politico,
in:
Il Primato Nazionale. testata online, 2013.11.20 - Link: fb1 - fb2. / N° 12wi

2011.



• 27 settembre
CORDI Gianfranco, «La forza della vita reale»: Carl Schmitt e l’eteroclito. Le categorie del «politico». Saggi di teoria politica di Carl Schmitt - ,
in:
tellusfolio-it, 2011.9.27 - Link: fb1 - fb2. / N° 6wi

2006.



•24 febbraio
CORDI Gianfranco, Carl Schmitt, un giurista a Norimberga: “criminale di guerra o esperto?”  - ,
in:
tellusfolio-it, 2006.2.24 - Link: fb1 - fb2. / N° 7wi

2005.


• 21 dicembre
CORDI Gianfranco, Carl Schmitt studia il partigiano. Marzio Favero,
in:
tellusfolio-it, 2005.12.21 - Link: fb1 - fb2. / N° 5wi


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